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Perchè devo addestrare il mio cane?
Vi sarà capitato di incontrare persone che non sopportano i cani. Nella maggior parte dei casi però, non si tratta di gente più cattiva di altra, ma più semplicemente di persone che hanno avuto esperienze negative (es. morsi o grossi spaventi). A volte i cani sono definiti "maleducati", ma si tratta di un aggettivo che andrebbe attribuito ai loro padroni; il cane non può infatti avere alcuna responsabilità per la sua educazione ed è necessario essere consapevoli che qualsiasi comportamento sbagliato, irriverente o spiacevole possa assumere nei confronti di altre persone è come se fossimo noi ad agire. Questa regola è confermata anche dal Codice Civile. Spesso chiediamo al nostro cane di sottostare ad una serie di comportamenti per lui del tutto innaturali dettati da regole molto diverse da quelle del mondo canino. La prima cosa da capire è che il cane non è un bambino. Pretendere che migliori il proprio comportamento o obbedisca, rivolgendogli discorsi umani oppure arrabbiandoci dopo che ha combinato guai non serve a niente. In questo modo, infatti, il cane non ha la minima possibilità di capire cosa vogliamo da lui e tende a perdere la stima che ha in noi innescando un circolo vizioso in cui lui sbaglia sempre di più facendoci arrabbiare sempre di più. I risultati si ottengono con i premi e con le punizioni durante l'errore. Attenzione però: punire il cane non significa picchiarlo o sgridarlo per un quarto d'ora; ma piuttosto essere in grado di assumere un atteggiamento così decisamente negativo da farci comprendere. Quindi niente botte o ramanzine, ma decisione e fermezza. Il tempo impiegato a educare il nostro cane verrà riscattato lungo tutto l'arco della sua vita e ci offrirà tranquillità ed orgoglio. Se proprio non vi sentite in grado di imporvi su di lui o se desiderate avere al vostro fianco un perfetto "gentledog", rivolgetevi ad un addestratore professionista che insegnerà a lui e a voi il modo migliore per vivere insieme educatamente ed amorevolmente.
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Perchè il mio cane tira al guinzaglio?
Come
la maggior parte dei proprietari vi sarete resi conto del "problema
guinzaglio" soltanto quando il vostro cane è cresciuto e si è
trasformato da morbido cucciolo, leggero e facile da gestire in una
sorta di trattore che vi trascina qua e la con sempre maggior forza,
scattando in avanti per annusare una traccia o giocare con un altro cane
e prendendovi di solito di sorpresa. In questa operazione di traino,
inoltre la posizione del cane al guinzaglio rispetto a noi è l'ideale
per sbilanciarci, perché la direzione della trazione agisce
precisamente sul baricentro del nostro corpo, provocando un'immediata
perdita d'equilibrio. Normalmente la reazione del proprietario è una
sorta di rappresaglia costituita da rimproveri, urla o guinzagliate sul
muso: il tutto è ovviamente incomprensibile per il cane perché il suo
punto di vista non contempla la coordinazione dei movimenti con quelli
del proprietario per il semplice fatto che nessuno gli ha dato modo di
apprenderla. E' evidente che il vostro cane vive il guinzaglio come uno
strumento negativo, che gli impedisce di allontanarsi da voi per
occuparsi di qualcosa che lo attira di più.
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Perchè il mio cane ama rotolarsi negli escrementi?
Non
pensate che il vostro cane sia diverso dagli altri. L'abitudine di
rotolarsi nelle più sgradevoli porcherie, aventi un odore molto forte e
addirittura repellente è molto più diffusa di quanto possiate credere.
Per noi umani si tratta di una pratica assolutamente nauseabonda,
mentre per il cane è del tutto naturale. Le cause scatenanti di questi
atteggiamenti non sono del tutto chiare, anche se sono state avanzate
numerose ipotesi:
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Perchè il mio cane è troppo festoso?
Saltare
addosso al padrone che rientra dal lavoro, agli ospiti o a chiunque
varchi la soglia di casa è un comportamento tanto diffuso quanto
sgradito alla maggior parte dei "bersagli" di tale attività.
Se il cane è di piccola taglia la cosa di solito non rappresenta un
serio problema (salvo forse per le spese di lavanderia), ma quando è di
media stazza allora possono essere guai: cadute, graffi, abiti lacerati
sono le conseguenze più ovvie. Come modificare quest'abitudine?
Analizziamo prima le possibili cause di tale comportamento: Ora che abbiamo identificato le probabili cause, come dobbiamo agire per rimuovere il comportamento che non gradiamo? Una regola molto importante dell'interazione con i cani afferma che per eliminare un comportamento sgradito dobbiamo sempre cercare di trasformarlo in un altro a noi accettabile. E' bene tener presente che le "feste " da parte del proprio cane vanno comunque apprezzate, perchè indicano desiderio di contatto e sono spesso sincere manifestazioni d'affetto. Pertanto, reagire con modi bruschi, urlare o ricorrere alla violenza servirà solo a rendervi inaffidabili agli occhi del cane, peggiorando il senso d'incertezza dei soggetti in cerca d'accettazione. Indipendentemente dalla causa la scelta più saggia è sempre ignorare totalmente le attenzioni del cane; così facendo, infatti, sarà"smontato" in caso d'esuberanza, lo "frustrato" in caso di dominanza, e"inibito" in caso di richiesta d'attenzione.
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Perchè anche il cane si pente?
Molti padroni sostengono di aver visto i loro cani assumere un atteggiamento colpevole quando si erano comportati male, come a voler chiedere scusa per i guai combinati. Dobbiamo ritenere che queste persone attribuiscano al proprio cane un'emozione che è esclusivamente umana oppure i cani sono veramente in grado di provare rimorso? Entrambe le cose. Se il vostro cane ha "infranto le regole" e si comporta in modo stranamente sottomesso la spiegazione più ovvia è che stia reagendo alla vostra rabbia. I cani, infatti, sono bravissimi ad individuare i vostri "movimenti intenzionali", cioè quei primi indizi rivelatori di qualcosa che sta per succedere. Se la vostra rabbia sta per scoppiare, probabilmente prima di iniziare ad urlare vi irrigidirete e l'animale riesce a captare questa vostra tensione, comportandosi di conseguenza. Una reazione di questo genere non può essere spiegata con il rimorso; si tratta più semplicemente di paura. Alcuni padroni, però, insistono nel dire di aver visto i loro cani assumere un atteggiamento colpevole ancor prima che fosse scoperto il crimine.Per esempio, un cane che rinchiuso troppo a lungo da solo in una stanza faccia i suoi bisogni sul tappeto o riduca a brandelli una ciabatta. Se in passato l'animale ha appreso che comportamenti del genere sono proibiti, probabilmente accoglierà il suo padrone con un atteggiamento stranamente affettuoso e al tempo stesso colpevole. Se, dal canto suo, il proprietario del cane non ha ancora avuto la possibilità di vedere il danno commesso, dal suo comportamento il cane non trarrà alcun indizio sul "pericolo imminente". Da ciò si deduce che il comportamento del cane è derivato dalla consapevolezza di aver fatto qualcosa di sbagliato e che quindi l'animale si dimostra pentito. Anche i lupi si pentono Un atteggiamento del genere si è osservato anche nei lupi. Nel corso di un esperimento, fu distribuito un grosso pezzo di carne ad un gruppo di lupi affamati in cattività, in modo però che fosse preso da uno degli animali più deboli. L'esemplare di rango inferiore afferrò il pezzo di carne e si rintanò in un angolo, ringhiando e mostrando i denti ogni volta che gli avvicinava qualche lupo d'alto rango. In una comunità di lupi, una delle regole comportamentali e sociali stabilisce che il possesso di un pezzo di cibo annulla qualunque gerarchia. In altre parole quando un lupo ha un pezzo di carne in bocca, indipendentemente dalle gerarchie, quel pezzo di carne è suo. A quel punto nemmeno il capobranco può toglierglielo. Infatti, esiste quella che è chiamata"zona di possesso", un'area che si estende per circa 25 cm intorno alla bocca dell'animale che si sta alimentando e che è proibito invadere (e la stessa cosa avviene anche per i cani). Nel caso di questo branco di lupi affamati, gli elementi dominanti morivano dalla voglia di portare via il pezzo di carne all'animale più debole, ma si trattennero dal farlo. Poi, dopo che il lupo ebbe mangiato metà della carne e non stava guardando, gli altri gli rubarono ciò che rimaneva. A conclusione dell'episodio, l'animale più debole si avvicinò agli altri lupi strisciando con aria sottomessa e ad ognuno di essi riservò lo stesso trattamento, nonostante non si mostrassero assolutamente minacciosi o aggressivi nei suoi confronti. Era come se il lupo di "rango inferiore" si sentisse costretto a chiedere scusa per l'atteggiamento dimostrato e volesse mettere in chiaro che non aveva alcuna intenzione di occupare una posizione di grado superiore.
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