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Un aspetto fondamentale per impostare correttamente il rapporto con un cane, di qualsiasi tipo o razza, risiede nel controllo delle iniziative. Tutto, dal gioco al cibo, dal lavoro al riposo, dovrebbe essere avviato e concluso su iniziativa del padrone, cosi come avviene in natura dove la vita dei componenti di un branco è regolata dai ritmi e dalle decisioni del leader. Vi propongo alcune regole chiave a molte funzioni di capo branco ,guadagnando in serenità.
Mangiare
Dormire
Giocare
Ricognizioni
del territorio - accettazione intrusi
Coccole
e carezze
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Il primo problema da risolvere all'arrivo in un albergo è permettere al vostro cane di abituarsi al nuovo ambiente in modo che i suoi comportamenti non ledano la tranquillità altrui. Come? Se avete avviato un processo di tipo educativo, sarete probabilmente in grado di controllare i comportamenti del vostro cane e quindi anche l'ambientamento. In Italia non è facile viaggiare con il proprio cane, anche perché le strutture alberghiere che accettano i cani sono poche ed esigenti e la motivazione è fondamentalmente la scarsa diffusione di una corretta cultura cinofila. Il primo passo è dimostrare di avere un cane educato che non sia fonte di problemi o disturbo. E' assolutamente normale che cambiando "territorio" e restandovi per alcuni giorni, il vostro cane abbia come prima esigenza di conoscere questo nuovo spazio. Appena arrivati dovete quindi portarlo a perlustrare e marcare (con feci e urine) il territorio, avendo però l'accortezza di tenerlo al guinzaglio per evitare che s'infili un po' ovunque, curiosando qua e la e dispensando pipì fra vasi di fiori, stipiti di porte e quant'altro. Una volta allontanati e individuata un'area sicura potete tranquillamente sganciarlo dal guinzaglio dandogli modo di sfogare le proprie energie. Prima di rientrare in albergo però, mettegli nuovamente il guinzaglio e fategli smettere di fare pipì: in questo modo gli insegnate che la vacanza è bella e divertente ma intorno alla "casa" il suo comportamento deve essere diverso. E in camera? E' buona norma delimitargli uno spazio per dormire in modo che non si senta autorizzato a pensare l'appartamento come tutto a sua disposizione. Utilissimo a questo scopo è il Kennel (il trasportino), che rappresenta per il cane la sintesi estrema della tana, uno spazio piccolo, accogliente e protettivo con tutte caratteristiche che ricerca quando vuole riposare.
E'
possibile lasciarlo solo?
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Avete
deciso che un solo cane non vi basta più, oppure avete ricevuto un
regalo inaspettato o ancora la vostra cagnolina ha partorito dei
bellissimi cuccioli e vi dispiace lasciarli andare via proprio tutti. In
tutti i casi se al vostro cane si va ad aggiungere un suo simile, è
importante prestare attenzione e valutare attentamente i pro e i contro
della questione e rispettare alcune semplici regole. L'aumento delle
spese e dell'impegno Dovete tener conto dell'aumento delle spese
alimentari e di quelle sanitarie, aggiungendo alle normali vaccinazioni
i costi delle eventuali patologie contagiose che i due cani potrebbero
"passarsi a vicenda" (ad es. una normale infestazione da
parassiti: la pulce recuperata da uno dei cani troverà in breve una
comoda dimora per la sua prole tra il pelo del secondo cane).
Duplicherete inoltre i costi per la permanenza in pensione in caso di
vacanze o partenze improvvise. La convivenza Per quanto riguarda la
convivenza potrebbero sorgere una serie di problemi che è ben conoscere
in anticipo:
consigli utili
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Non è vero che un cane sconfitto offre la gola al suo avversario. La ragione di questa affermazione è da collegarsi ad un fenomeno osservato dal famoso naturalista austriaco Konrad Lorenz. Egli notò che quando un lupo (o un cane) molto aggressivo ha sconfitto il suo rivale e sta quasi per infliggergli il morso fatale, l'animale più debole volta rapidamente la testa e mette in mostra la sua parte vulnerabile, la gola. In quel modo, esso espone la vena giugulare alle grosse zanne dell'aggressore, mettendola immediatamente e deliberatamente alla mercé dell'animale che lo ha assalito. Quest'ultimo accetta subito la versione canina della" bandiera bianca" e si trattiene dal mordere selvaggiamente la sua vittima, risparmiandola cavallerescamente. La teoria di Lorenz, si basava però su un'interpretazione del tutto errata del comportamento canino. Egli vide un animale che voltava la testa e rimaneva poi assolutamente immobile mentre l'altro si strofinava contro il suo muso annusandolo e pensò che quest'ultimo fosse l'animale dominante e che volesse mordere l'altro suo simile ma si trattenesse perché questo aveva esposto la sua parte vulnerabile. In realtà, i ruoli erano completamente invertiti: l'animale che sembrava l'aggressore era invece l'esemplare più debole che inscenava la sottomissione attiva. L'animale che voltava di scatto la testa, per contro, era quello dominante che reagiva in modo sprezzante all'atteggiamento sottomesso del più debole. Nelle rarissime occasioni in cui le zuffe tra cani diventano veramente feroci, nessun animale offre la gola al suo avversario. L'unica speranza per lo sconfitto è di battere quanto prima in ritirata e di allontanarsi il più possibile, altrimenti rischia di farsi uccidere. Per il cane che vive in appartamento questi aspetti della violenza canina hanno ben poco significato: infatti, nel loro caso l'elemento dominante è il loro padrone che ha troppa autorità perché essi possano pensare di entrare seriamente in conflitto con lui. Quindi, per loro la vita è pacifica e tranquilla, fatta d'amicizia e sottomissione…….finché non arriva il postino. Quest'estraneo è visto come il membro di un altro branco che deve essere immediatamente sfidato.
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Molti padroni sostengono di aver visto i loro cani assumere un atteggiamento colpevole quando si erano comportati male, come a voler chiedere scusa per i guai combinati. Dobbiamo ritenere che queste persone attribuiscano al proprio cane un'emozione che è esclusivamente umana oppure i cani sono veramente in grado di provare rimorso? Entrambe le cose. Se il vostro cane ha "infranto le regole" e si comporta in modo stranamente sottomesso la spiegazione più ovvia è che stia reagendo alla vostra rabbia. I cani, infatti, sono bravissimi ad individuare i vostri "movimenti intenzionali", cioè quei primi indizi rivelatori di qualcosa che sta per succedere. Se la vostra rabbia sta per scoppiare, probabilmente prima di iniziare ad urlare vi irrigidirete e l'animale riesce a captare questa vostra tensione, comportandosi di conseguenza. Una reazione di questo genere non può essere spiegata con il rimorso; si tratta più semplicemente di paura. Alcuni padroni, però, insistono nel dire di aver visto i loro cani assumere un atteggiamento colpevole ancor prima che fosse scoperto il crimine.Per esempio, un cane che rinchiuso troppo a lungo da solo in una stanza faccia i suoi bisogni sul tappeto o riduca a brandelli una ciabatta. Se in passato l'animale ha appreso che comportamenti del genere sono proibiti, probabilmente accoglierà il suo padrone con un atteggiamento stranamente affettuoso e al tempo stesso colpevole. Se, dal canto suo, il proprietario del cane non ha ancora avuto la possibilità di vedere il danno commesso, dal suo comportamento il cane non trarrà alcun indizio sul "pericolo imminente". Da ciò si deduce che il comportamento del cane è derivato dalla consapevolezza di aver fatto qualcosa di sbagliato e che quindi l'animale si dimostra pentito. Anche i lupi si pentono Un atteggiamento del genere si è osservato anche nei lupi. Nel corso di un esperimento, fu distribuito un grosso pezzo di carne ad un gruppo di lupi affamati in cattività, in modo però che fosse preso da uno degli animali più deboli. L'esemplare di rango inferiore afferrò il pezzo di carne e si rintanò in un angolo, ringhiando e mostrando i denti ogni volta che gli avvicinava qualche lupo d'alto rango. In una comunità di lupi, una delle regole comportamentali e sociali stabilisce che il possesso di un pezzo di cibo annulla qualunque gerarchia. In altre parole quando un lupo ha un pezzo di carne in bocca, indipendentemente dalle gerarchie, quel pezzo di carne è suo. A quel punto nemmeno il capobranco può toglierglielo. Infatti, esiste quella che è chiamata"zona di possesso", un'area che si estende per circa 25 cm intorno alla bocca dell'animale che si sta alimentando e che è proibito invadere (e la stessa cosa avviene anche per i cani). Nel caso di questo branco di lupi affamati, gli elementi dominanti morivano dalla voglia di portare via il pezzo di carne all'animale più debole, ma si trattennero dal farlo. Poi, dopo che il lupo ebbe mangiato metà della carne e non stava guardando, gli altri gli rubarono ciò che rimaneva. A conclusione dell'episodio, l'animale più debole si avvicinò agli altri lupi strisciando con aria sottomessa e ad ognuno di essi riservò lo stesso trattamento, nonostante non si mostrassero assolutamente minacciosi o aggressivi nei suoi confronti. Era come se il lupo di "rango inferiore" si sentisse costretto a chiedere scusa per l'atteggiamento dimostrato e volesse mettere in chiaro che non aveva alcuna intenzione di occupare una posizione di grado superiore.
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